Piazza Verdi

Piazza Verdi è uno dei punti focali della città; la presenza di servizi pubblici come scuole, poste ed amministrazione provinciale ne fanno un luogo di passaggio obbligato, area di unione tra la città ottocentesca e quella moderna.

La presenza di servizi pubblici come scuole, poste ed amministrazione provinciale ne fanno un luogo di passaggio obbligato, area di unione tra la città ottocentesca e quella moderna; piazza Verdi è stata infatti, sino ai primi decenni del novecento, il limite geografico orientale del centro della Spezia, oltre infatti vi era il colle dei Cappuccini che, degradando verso il mare, divideva la città dalla piana di Migliarina, all'epoca zona di aperta campagna.

L'area attuale della piazza è stata ricavata dalla demolizione del teatro Politeama Duca di Genova e di vecchi caseggiati che si fronteggiavano sul prolungamento di via del Torretto.

 

Un piccolo cenno va fatto sicuramente al teatro Politeama che, costruito nel 1880, fu negli anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, sede di importanti e prestigiose stagioni operistiche, avvenimenti di primo piano nella vita artistica della città.

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Il Politeama ebbe vita breve e fu sacrificato dal piano regolatore che prevedeva la costituzione della piazza come la si vede attualmente, con la demolizione del colle dei Cappuccini e con la costituzione del prolungamento di via Chiodo con l'attuale via Vittorio Veneto.

Come già citato in precedenza nella piazza sorge il palazzo delle Poste e Telegrafi, inaugurato nel 1933, ed opera dell'architetto Angelo Mazzoni; da segnalare, all'interno della torretta facente parte del palazzo, un mosaico di Prampolini, significativa opera dell'arte futurista.